La Sicilia è un crocevia di civiltà e la sua cucina è l’esempio più lampante di questa fusione. Gli arabi, che governarono l’isola tra il IX e l’XI secolo, portarono con sé agrumi, zucchero, riso, zafferano e l’amore per i dolci, che divennero il fondamento della gastronomia siciliana. Qui, pizza e pasta passano in secondo piano, lasciando spazio a piatti che trasudano raffinatezza orientale mescolata alla generosità mediterranea. La cucina siciliana è una festa, dove ogni piatto racconta una storia di conquiste, commerci e saggezza contadina.
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Gli arancini sono palline di riso fritte che prendono il nome dalle piccole arance a cui assomigliano. Il ripieno può variare: la versione classica è un ragù di carne con piselli e mozzarella, una versione più burrosa con melanzane e formaggio, oppure prosciutto e formaggio. A Palermo sono rotondi, mentre a Catania hanno una forma conica, che ricorda l’Etna. Un singolo arancino in una friggitoria di strada costa dai 2 ai 4 euro, il che lo rende lo spuntino perfetto. I migliori arancini si trovano nelle piccole “iscoles” (friggitorie), dove vengono tolti dalla friggitrice ogni mezz’ora per garantire che siano croccanti fuori e cremosi dentro.
I cannoli sono il dolce siciliano più riconoscibile. Sono tubi di pasta fritta ripieni di crema di ricotta di pecora addolcita con zucchero, spesso guarniti con frutta candita, gocce di cioccolato o pistacchi. Un vero cannolo va farcito poco prima di essere servito per garantire che il tubo mantenga la sua croccantezza. Palermo e Catania vantano pasticcerie storiche, come la “Pasticceria Cappello” o “I Cuochini”, dove un cannolo costa dai 2,50 ai 4 euro. Si mangiano a colazione, a merenda o dopo cena, e non se ne ha mai abbastanza.
La caponata è uno stufato di melanzane in agrodolce, il re degli antipasti siciliani. La caponata è condita con sedano, olive, capperi, cipolle, pomodori e talvolta anche cioccolato (nella versione palermitana). Si prepara in anticipo e si lascia marinare, esaltandone il sapore. Viene servita come antipasto con il pane, come contorno di pesce o come piatto unico. Una porzione di caponata si può gustare in un’enoteca per 5-8 euro. Ogni famiglia siciliana ha la sua ricetta e il sapore può variare notevolmente da una zona all’altra dell’isola.
