Firenze: la culla del Rinascimento, dove l’arte respira in ogni vicolo

da Carmela Costa

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Firenze non accoglie i viaggiatori alla stazione di Santa Maria Novella, ma con il primo scorcio della cupola del Brunelleschi, che domina lo skyline della città. Visibile da ogni dove, come una bussola che punta al centro dell’universo, è il luogo dove la famiglia Medici trasformò l’attività bancaria in mecenatismo e dove geni come Leonardo, Michelangelo e Raffaello riscrissero il concetto di ciò di cui l’umanità è capace. In questa città, l’arte non è confinata ai musei: si riversa nelle strade, sulle facciate e persino sui marciapiedi. Ogni quartiere conserva la memoria di come una manciata di fiorentini abbia donato al mondo il Rinascimento.

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Il cuore di Firenze rimane Piazza della Signoria, sede di una singolare galleria di sculture a cielo aperto. La Loggia dei Lanzi è essenzialmente un museo gratuito: ospita il Perseo di Cellini, il Ratto delle Sabine e altri capolavori che un tempo adornavano gli interni dei palazzi e che ora sono accessibili a ogni passante. Nelle vicinanze si erge Palazzo Vecchio, una fortezza medievale trasformata in municipio. L’ingresso alla Torre Arnolfo (€12,50) offre una vista panoramica che fa sembrare Firenze una mappa tridimensionale: tetti di tegole rosse, colline verde smeraldo e, naturalmente, la cupola stessa, che da lontano sembra quasi eterea.

La Galleria degli Uffizi è il fulcro della genialità artistica. Le code per entrare sono notoriamente lunghe, quindi è consigliabile prenotare un biglietto da €25 con diverse settimane di anticipo, soprattutto in alta stagione. Ma all’interno, troverete molto più di una semplice collezione; sarete accompagnati in un viaggio attraverso l’evoluzione della pittura: dalle icone bizantine alla “Primavera” di Botticelli, dove ogni dettaglio è un messaggio codificato della filosofia neoplatonica. Non cercate di esplorare ogni sala: concentratevi sulle circa ventiquattro opere principali, poi uscite sulla seconda loggia dell’edificio per riprendere fiato e ammirare il Ponte Vecchio dall’alto, apprezzando come il fiume Arno divida la città in due metà uguali, eppure distinte.

Il Ponte Vecchio è l’unico ponte sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale e conserva una tradizione che risale a oltre quattrocento anni fa: ancora oggi vi si esercita il commercio orafo. Se guardate attentamente, noterete un busto di Benvenuto Cellini, patrono degli orafi, sull’arco centrale. Il momento migliore per attraversare il ponte è all’alba, quando i negozi sono ancora chiusi e l’acqua dell’Arno si tinge di rosa, riflettendo i primi raggi del sole. È in questi momenti che Firenze si rivela come una città dove commercio e arte sono sempre andati di pari passo, trasformando l’artigianato in alta creatività.

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