La Toscana oltre le cartoline: le colline del Chianti e la Val d’Orcia

da Carmela Costa

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La Toscana, nota per le sue fotografie patinate, inizia in realtà dove finiscono gli itinerari turistici di Firenze e Siena. È un mondo dove i cipressi si ergono come soldati a guardia delle fattorie e le strade si snodano tra i vigneti, seguendo un paesaggio creato dalla natura stessa per la meditazione. La prima cosa che lascia senza fiato è il colore: la terra qui è ocra, quasi rossa, e il cielo conserva un blu sorprendentemente intenso in qualsiasi periodo dell’anno. Le province di Siena e Grosseto custodiscono proprio i paesaggi che hanno ispirato gli artisti rinascimentali, ma per ammirarli è necessario lasciare l’autostrada e imboccare una strada secondaria, come la famosa SR222, conosciuta come la “Strada del Chianti”.

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Il cuore della provincia toscana non è una città, bensì castelli e abbazie sparsi sulle colline. Uno di questi luoghi è l’Abbazia di San Galgano, dove una chiesa romanica senza tetto si erge a cielo aperto, e nelle vicinanze si trova la leggendaria spada di San Galgano, conficcata nella pietra duecento anni prima che tale impresa fosse narrata nella leggenda arturiana. L’ingresso all’abbazia è gratuito, ed è consigliabile visitarla al tramonto, quando i raggi del sole filtrano attraverso le finestre gotiche, creando intricati disegni sul prato. Non c’è anima viva, solo cipressi e il profumo di erbe aromatiche essiccate, tipico della Toscana: una miscela di rosmarino, timo e argilla riscaldata durante il giorno.

Il principale rito gastronomico di questa terra è la degustazione di vini direttamente in cantina. La regione del Chianti Classico vanta centinaia di aziende vinicole a conduzione familiare dove, per 15-25 euro, è possibile degustare quattro o cinque vini accompagnati da specialità locali: salumi toscani, pecorino al pepe nero e olio extravergine di oliva. Molte aziende vinicole offrono anche alloggi in agriturismi, antiche case coloniche ristrutturate, dove le tariffe a notte variano dagli 80 ai 150 euro, a seconda della stagione. Svegliarsi qui è un’esperienza speciale: la nebbia mattutina avvolge le valli e all’inizio si sente solo il suono dei campanacci delle pecore. Solo allora ci si rende conto che la vista dalla finestra è quel paesaggio toscano perfetto per cui le persone attraversano gli oceani.

La Val d’Orcia, Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, è l’essenza stessa dell’estetica toscana. Qui si trova la famosa strada che collega San Quirico d’Orcia a Pienza, così come la collina con la Cappella di Vitalba, diventata il luogo più fotografato della regione. Il periodo migliore per visitare questa valle è maggio-giugno, quando fioriscono i papaveri, e ottobre, quando la vendemmia tinge i pendii di sfumature dorate. Noleggiare un’auto è d’obbligo: i trasporti pubblici sono scarsi, ma un’auto offre la libertà di fermarsi ovunque per scattare una foto o acquistare un cesto di tartufi freschi direttamente da un produttore.

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