Verona: la città dell’amore, dell’arena romana e dei balconi dove i sogni diventano realtà

da Carmela Costa

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Verona è una città dove potere e arte si intrecciano profondamente. Adiacente a Piazza delle Erbe si trova Piazza della Signoria, popolarmente conosciuta come “Piazza Dante”. Qui sorge un monumento al poeta e la piazza stessa è circondata dal palazzo degli Scaligeri. Furono proprio gli Scaligeri, che governarono Verona tra il XIII e il XIV secolo, a trasformare la città in una vera e propria fortezza e a patrocinare le arti. Le loro tombe gotiche (Arche Scaliger) costituiscono un complesso unico, situato proprio nel centro storico e racchiuso da un’elegante recinzione in ferro battuto. L’ingresso è chiuso, ma anche solo uno sguardo attraverso la recinzione rivela come i maestri medievali abbiano sapientemente combinato la potenza militare con una squisita estetica.

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Gli amanti dell’arte non possono perdersi la Basilica di San Zeno Maggiore, uno dei capolavori dell’architettura romanica in Italia. San Zeno, patrono di Verona, è venerato qui fin dai primi tempi del cristianesimo e la facciata della basilica, con il suo rosone e le porte di bronzo raffiguranti scene bibliche, detta lo stile di tutto il quartiere. All’interno, è custodita una pala d’altare di Mantegna e la cripta contiene le reliquie del santo. La particolarità della basilica è che è ancora attiva e la domenica mattina si può ascoltare la musica d’organo che riempie le antiche volte con un suono immutato da secoli. L’ingresso alla basilica costa 3 euro e questo luogo offre un assaggio della Verona autentica e non turistica, dove fede e arte convivono indissolubilmente.

Il fiume Adige è molto più di un semplice corso d’acqua; è anche un elemento chiave del paesaggio urbano. Due ponti meritano particolare attenzione: il Ponte Pietra romano, costruito nel I secolo a.C., e il Ponte della Ponte delle … distrutto durante la guerra, ma poi ricostruito con le pietre originali, e il castello di Castelvecchio con l’omonimo ponte scaligero, costruito come corridoio segreto per i governanti, che permetteva loro di fuggire dal castello alla cittadella sull’altra sponda del fiume in caso di rivolta.

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