Gubbio è l’incarnazione dell’austerità medievale. Questa cittadina in pietra grigia si inerpica sulle pendici del Monte Ingrino e la sua principale attrazione non è la cattedrale, bensì la funicolare, che per 2 euro porta alla Basilica di Sant’Ubaldo. Ma l’evento più affascinante è la tradizionale Corsa dei Ceri, che si svolge il 15 maggio: tre gigantesche strutture di legno (ceri), ciascuna del peso di oltre trecento chilogrammi, vengono trasportate a tutta velocità attraverso la città, uno spettacolo in cui la potenza pagana si fonde con la venerazione cristiana. Nei giorni normali, Gubbio offre tranquillità, la migliore vista da Piazza della Signoria e l’opportunità di cenare in una trattoria che serve la pasta al ragù d’oca, “rigorosamente proibita” e motivo di orgoglio locale.
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Per gli amanti dell’Italia autentica, l’Umbria offre un itinerario tra i cosiddetti “borghi medievali con torri”. A Bevagna, considerato uno dei borghi medievali meglio conservati, si può percorrere la strada romana che conduce all’acquedotto e ammirare le case ancora abitate dai discendenti di antiche famiglie. A Montefalco, patria del sagrantino (un vino rosso corposo), vale la pena visitare le cantine, dove una degustazione con vista sulla valle costa 20-25 euro e comprende almeno cinque vini. Trevi, circondata da uliveti, produce un olio d’oliva dorato, molto apprezzato in Italia. Qui, ci si può fermare in qualsiasi frantoio e acquistare una bottiglia di olio fresco direttamente dal frantoio.
La spiritualità dell’Umbria non si limita al cristianesimo. La città di Orvieto, arroccata su un’enorme roccia tufacea, ospita una cattedrale con una facciata che gli storici dell’arte definiscono il “libro d’oro” dell’architettura gotica italiana. Sotto la città si estende un labirinto di tunnel sotterranei e colombaie, utilizzati dall’epoca etrusca fino alla Seconda Guerra Mondiale. Una visita guidata della Orvieto sotterranea (7 euro) permette di comprendere come la città sia sopravvissuta agli assedi e come i suoi abitanti abbiano creato un sistema di pozzi e magazzini che ancora oggi ci stupisce per la sua ingegnosità ingegneristica. E in superficie, in qualsiasi enoteca, si può ordinare il famoso vino bianco Orvieto Classico: leggero, con note di mandorla, perfetto come aperitivo.
