La città di Noto è un capolavoro del barocco siciliano, completamente ricostruita dopo il terremoto del 1693. Il suo viale principale, Corso Vittorio Emanuele, è un susseguirsi di palazzi e chiese in tufo dorato, che sembrano brillare al tramonto. La Cattedrale di Noto, con la sua facciata curvilinea, è una delle più fotografate d’Italia. A maggio si svolge qui l’Infiorata, durante la quale il viale principale si trasforma in un immenso tappeto di petali di fiori, dando vita a dipinti a tema religioso. Per il resto dell’anno, Noto è una città dove si può passeggiare tranquillamente per le sue stradine, sbirciare nelle botteghe che restaurano gli stucchi barocchi e gustare granita e brioche a colazione: una tradizione locale che stupisce i turisti, ma del tutto naturale per i siciliani.
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L’entroterra siciliano è una terra dove il tempo sembra essersi fermato. La città di Enna, situata nel cuore dell’isola a quasi 1.000 metri di altitudine, fu un tempo la capitale. Qui si conservano il Castello Lombardia, di epoca normanna, e le sue mura, che offrono una vista panoramica sulla Sicilia centrale. Nelle vicinanze, nel borgo di Calascibetta, si può osservare lo stile di vita dei contadini siciliani: essiccano ancora i pomodori al sole, producono formaggio artigianale di pecora e coltivano uliveti, alcuni dei quali risalgono all’epoca della conquista normanna. Qui si produce anche il Picorino, un formaggio aromatizzato al tartufo nero o al peperoncino, acquistabile direttamente dal produttore a 12-15 euro al chilo.
La costa siciliana è un mondo a sé. La Scala dei Turchi, una bianca scogliera calcarea a picco sul mare, sembra una spiaggia caraibica trapiantata nel Mediterraneo. L’accesso è gratuito, ma è consigliabile arrivare la mattina presto per evitare la folla e ammirare il contrasto tra la roccia bianca e l’azzurro intenso dell’acqua. Sulla costa occidentale, vicino a Trapani, si trovano le saline, dove il sale viene ancora estratto con metodi tradizionali, e durante la migrazione i fenicotteri rosa si radunano sulle saline. Il tramonto qui è incredibile: le turbine del sale, le pozze d’acqua rosa e il mare che si fonde con il cielo creano un paesaggio surreale.
La gastronomia siciliana è un capitolo a sé stante. Qui, l’eredità araba è evidente nei dolci: cannoli (tubi di pasta fritta ripieni di ricotta), cassata (pasta di ricotta ricoperta di marzapane) e frutta di marzapane che sembra vera frutta – tutti da assaggiare nelle pasticcerie storiche dove le ricette si tramandano di generazione in generazione. Un cannolo in una buona pasticceria costa circa 2,50-3 euro e si mangia subito, finché è ancora croccante. Il lato salato della cucina siciliana comprende la pasta alla Norma (con melanzane, pomodori e ricotta salata), le sardine siciliane e la caponata, uno stufato di melanzane in agrodolce servito come contorno o come piatto unico.
